‘Ndrangheta al nord: 40 arresti: Così avveniva l’affiliazione

Schermata 2014-11-18 alle 12.57.00

Schermata 2014-11-18 alle 12.57.00

Oggi la Direzione distrettuale Antimafia di Milano ha messo a segno un duro colpo alle cosche ‘ndranghetiste presenti nel nord Italia. 40 persone sono finite in carcere nella zona tra Milano, Como, Lecco, Monza-Brianza, Verona, Bergamo e Caltanissetta. Come sempre tentiamo di riassumere i fatti e capirne un po’ di più

Perchè è importante?

È importante per svariati motivi. In primis quest’inchiesta, denominata “Insubria“, è la naturale conseguenza dell’operazione “Infinito“, cioè una delle più grandi operazioni contro la ‘ndrangheta che si siano mai fatte nel Nord Italia. L’Infinito, per intenderci, aveva portato alla condanna di 110 persone legate a vario tipo alla mafia calabrese. L’inchiesta del 2011 inoltre era balzata alle cronache anche per il fatto che l’elezione del capo nel Nord Italia era stata decisa dai 22 capi delle ‘ndrine milanesi, riunitesi al “Circolo Falcone-Borsellino” di Paderno Dugnano (Milano). Pasquale Zappia, eletto capo dell’intera organizzazione, fu poi arrestato ed infine condannato a nove anni proprio nell’inchiesta Infinito.

L’Insubria è quindi importante perchè è andata ad indagare alcune zone, in particolare il comense ed il lecchese, che non erano state affrontate nell’Infinito.

È molto importante anche per un altro motivo: il video. Per la prima volta infatti, come dichiarato dal procuratore aggiunto Boccassini, “sono stati documentati in diretta i giuramenti con conferimento di cariche e doti“. La procedura già si conosceva per via dei racconti dei pentiti, ma mai si era riusciti ad intercettare la voce del boss.

L’affiliazione

I carabinieri deo R.O.S. hanno reso pubblico il video dell’affiliazione alla ‘ndrangheta. Nelle immagini si vede il boss Peppe La Mucca (Giuseppe Larosa) che battezza il “saggio fratello” nel “nome di Garibaldi, Mazzini, La Marmora“. La Santa (uno dei gradi più alti della gerarchia malavitosa calabrese) viene riunita “sotto la luce delle stelle e lo splendore della luna”. Dopo aver citato i tre illustri personaggi storici, “con parole” d’umiltà viene letto il giuramento: “Giuro di rinnegare tutto fino alla settima generazione tutta la società criminale da me fino ad oggi riconosciuta per salvaguardare l’onore dei miei saggi fratelli”.


Perchè Mazzini, Garibaldi e La Marmora?

La citazione di  Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Alfonso La Marmora avviene poichè questi tre illusti personaggi storici erano tutti dei massoni. Come scritto dal procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria Nicola Gratteri nel suo libro “Fratelli di Sangue”, la figura di Alfonso La Marmora viene indicata in particolare come “stratega di battaglia”, il generale Giuseppe Garibaldi come “combattente per la libertà e la giustizia” e Giuseppe Mazzini come “fondatore delle società segrete”. Il riferimento a questi tre personaggi viene inevitabilmente preso senza un reale accenno al ruolo storico che essi hanno avuto, bensì solamente come riferimento oggettivo.

Assunzione a tempo infinito

Così potrebbe considerarsi l’affiliazione alla ‘ndrangheta. Come emerge da un secondo video pubblicato dai R.O.S., se uno commette uno sbaglio viene invitato a suicidarsi lui stesso (“giudicarsi da solo”) ingoiando del cianuro o sparandosi in testa (“una pallottola la devi sempre tenere per te”). Anche il procuratore aggiunto Ilda Boccassini durante la sua conferenza stampa ha dichiarato che “si esce dall’affiliazione o pentendosi ed affidandosi alla giustizia o con la morte”.

La trasferta del boss

L’inchiesta, oltre ad aver registrato l’affiliazione è riuscita anche ad intercettare la trasferta del boss Peppe Larosa nel Nord Italia. Il boss di Gifone è una mammasantissima, cioè una delle cariche più alte nella gerarchia criminale. Larosa era salito al Nord, precisamente a Cermenate , comune di 9mila abitanti in provincia di Como, per dare delle doti, in particolare la dote di Vangelo proprio a due esponenti di Cermenate.

Una nota di colore infine arriva dall’ennesima intercettazione. Sempre durante la “mangiata” con il boss Larosa, i boss ed i picciotti sembrano essere consapevoli delle intercettazioni nei loro confronti. Ma dalla ‘ndrangheta non si esce, solo loro stessi a dirlo: “Noi non possiamo cambiare”.